frandemartino.net

(B)io

Nata a Napoli il giorno dell’arrivo di Maradona, fin dalla più tenera età dimostro una spiccata propensione al cazzeggio creativo, inventando e trasferendo su carta (oltre ad affrescarli con i pastelli a cera su tutte le pareti di casa, del che mia madre mi è ancora molto grata) paesaggi dagli schemi cromatici improbabili, strani macchinari metà barca e metà mongolfiera e bambini che viaggiano in dimensioni parallele dello spaziotempo. Poi, senza aver avuto il tempo di assimilare le divisioni a due cifre, mi ritrovo a studiare Filosofia, hobby che per molto tempo contribuisce a tenermi saldamente ancorata al dorato mondo della disoccupazione giovanile. Conto di trasferirmi al più presto su un fiordo norvegese, in un luogo dove parole come Gasparri, briefing e performante siano soltanto suoni privi di senso, per dedicarmi al prolifico business della pesca all’aringa.

bn30percentoFran (Napoli, 1984)* si è occupata di fumetti per un periodo di tempo abbastanza lungo da potersi definire fumettista senza che la gente le chieda in tono compassionevole “E di lavoro, invece?”.
Nel 2006 ha cominciato a pubblicare strisce online.** Ha disegnato, tra gli altri, per Loescher/Zanichelli e Rizzoli.
Dal 2012 è il Bob Mankoff di Fanpage.it: si occupa di satira, disegna vignette e quando ha tempo scrive di fumetti (solo quelli che le piacciono, però).
Nel 2014 ha disegnato per ‘roundmidnight edizioni il libro satirico illustrato “La Sai a Mammeta?”.
“La Vedova Bianca” è il suo primo progetto di storia a fumetti vera e propria: dopo aver pubblicato le prime tavole come webcomic ha deciso di autoprodursi e l’ha trasformato in un albetto cartaceo, poi presentato al Napoli Comicon 2018 (e in vendita qui.) La “part I” (di due: la seconda parte della storia è attualmente in progress) è integralmente online qui.

* In terza persona così quando mi chiedono la bio copio e incollo. Non giudicatemi.
** Triste Mondo Malato, il mio blog, venne abbandonato senza troppi rimpianti all’inizio dell’estate del 2008: avevo deciso di smetterla di cazzeggiare su internet e diventare una persona seria.
Un paio di mesi dopo ho scoperto Facebook. Càpita.

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